subscribe: Posts | Comments

Cairo, Ritratti della Piazza

0 comments
Cairo, Ritratti della Piazza

Piazza Tahrir, Febbraio 2011

Nour Nada è un professore universitario di economia all’accademia Sadat per gli studi amministrativi. L’ho incontrato nel cuore di piazza Tahrir, vicino alle tende dove dormono, quando cala il buio, i contestatori di Mubarak . Il dottor Nada, è ben vestito ed è profumato contrariamente alla maggior parte delle persone che presidiano la piazza. E’ un dirigente del Partito “Karama” non ancora legalmente riconosciuto. E’ venuto qui per fare il suo comizio tra la folla. Vuole le dimissioni del Rais. Usa come esempio gli studenti per spiegare meglio il suo punto di vista: quando uno studente non supera un esame per diversi anni cosa facciamo? Si domanda. Lo lasciamo proseguire oppure lo mandiamo via dall’università? La risposta è ovvia e questo vale secondo lui anche per Mubarak che è stato bocciato dopo trenta anni di governo. Chi ascolta annuisce.

Accanto al Dottor Nada c’è Mona Korachi del partito Wafd, riconosciuto. Si sente offesa quando le chiedo se i partiti non stanno cavalcando l’onda. Precisa che il suo partito non ha nessuna agenda e che la loro presenza in piazza non è altro che un appoggio incondizionato ai movimenti dei giovani. In mezzo a loro i rappresentanti del popolo egiziano. Ascoltano e fanno domande. Forse è la prima volta nella loro vita che riescono a parlare a quattro occhi e da vicino con responsabili politici così importanti. Sono abituati a vederli da lontano dentro le loro macchine o in televisione ad animare dibattiti spesso inutili e sterili. C’è anche un giovane che ha perso due fratelli durante gli scontri degli ultimi giorni con la polizia. Dice che non ha più niente da perdere, è afflitto e intende proseguire il sit in finché non si dimette Mubarak.
Sayyed si trova a Piazza Tahrir dal 25 gennaio. E’ arrivato da dumiat, a tre ore di macchina circa dal Cairo. Ha una voce provata, fa fatica a parlare. Domanda ai suoi illustri ospiti politici in visita nella piazza notizie su quello che succede fuori dalla piazza. Vuole sapere se il popolo ha voglia di continuare la lotta e di appoggiare l’intifada. Dice che da quattro giorni comincia a vedere nella piazza uno spettacolo preoccupante. Si sente come una bestia dentro una gabbia esposta alla compassione di visitatori casuali che entrano ogni giorno per passeggiare con i loro figli in mezzo a loro. Vuole essere tranquillizzati e convincersi che la piazza non si è trasformata in uno zoo o un luogo di divertimento.
Manal Ghanami fa parte del movimento dei giovani 25 gennaio. Appena scopre che sono di origini tunisine mi accoglie sotto la sua tenda a braccia aperte. Mi parla in francese, vuole farmi capire che è una persona istruita e ben preparata. Mi dice che nella piazza ci sono tutte le sensibilità politiche: laici, fratelli musulmani, comunisti, liberali etc.…Ma sono tutti con i giovani e non parlano in nome dei loro partiti. L’unica bandiera alzata nella piazza è quella del popolo egiziano. Mi confessa anche che impediscono alla classe proletaria e povera del paese di entrare a Piazza Tahrir per paura di non poterla più controllare.
Chi presidia la piazza sembra essere determinato a rimanere per un periodo indeterminato. Ci sono diversi comitati di autogestione e ad ognuno è stato affidato un compito ben preciso. Ci sono giovani che puliscono in continuazione la piazza dall’immondizia, altri che offrono pane e datteri ai passanti, angoli in cui ci si ferma per caricare il cellulare, luoghi di ristoro, ospedali di fortuna allestiti dentro alcuni uffici e negozi commerciali, e in mezzo alla piazza in una tenda c’è anche un internet point. Un servizio d’ordine ben organizzato si occupa di verificare i documenti e perquisire chi entra nella piazza per evitare l’ingresso di malviventi armati.
Lunedì 7 febbraio è la stata la giornata del martire, come dicono qui in Egitto, Ahmed Mahmoud giornalista ucciso da un poliziotto durante gli scontri. Martedì 8 febbraio toccherà al martire più giovane, un ragazzino di nome Bilal, che sarà ricordato con un corteo funebre simbolico a piazza Tahrir. Domani, dicono sarà celebrato un altro martire della rivoluzione del 25 gennaio.

Share

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *