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Misurata, Una città assediata

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Misurata, Una città assediata

Fine aprile 2011.

Sentire a Misurata l’esplosione di razzi Grad, di colpi di mortaio o di artiglieria pesante a pochi metri di distanza non è un evento al quale ti abitui facilmente. Soprattutto quando si tratta della prima volta. Confesso che prima di arrivare qui avevo tutta un’altra idea sul andamento della guerra in Libia. C’erano troppi lati oscuri che non riuscivo a decifrare perché ero troppo lontano fisicamente dal luogo degli eventi. Ora alcuni tasselli mancanti cominciano a ricomporsi per permettere di vedere le cose con maggiore chiarezza.

Ci sono nella maggior parte dei casi, sui vari fronti dei combattimenti, dei volontari che non hanno mai partecipato ad un addestramento militare in passato. Giovani che si sono ritrovati dal giorno all’indomani ad usare un’arma da fuoco, che prendono in mano per la prima volta. Superato il momento del primo contatto con quel ferro, li vedi in giro atteggiarsi come dei veri combattenti. Ma in realtà manca loro l’esperienza del vero guerrigliero. E questo ha portato più volte alla perdita di decine di insorti sui campi di battaglia. Quello che distingue comunque questa gente è che una volta imbracciato il kalashnikov smette di avere paura della morte.

I combattenti di Misurata dicono di essere pronti ad uno scontro diretto con le brigate di Gheddafi. E dopo aver liberato la città completamente dai cecchini e dalle truppe governative, conquistano nuovi territori sul fronte. Lo fanno dalla parte ovest della città, dove si trova l’ostacolo maggiore per avanzare verso Zliten che si trova a 40 chilometri da Misurata e a 160 chilometri circa da Tripoli ; un ostacolo costituito dall’accademia aeronautica libica e da una fabbrica di scarpe dove sono concentrati centinaia di milizie di Gheddafi. L’errore che gli insorti non devono fare però, è quello di non avanzare troppo in fretta. Dalla parte est di misurata l’obiettivo dei ribelli è quello di difendere le postazioni conquistate e non andare oltre. Bisogna assolutamente mantenere il totale controllo del porto della città rimasto l’unico punto di accesso per qualsiasi tipo di aiuto o di rifornimento.

La frustrazione maggiore che si sente in città è quella di essere quotidianamente bersaglio facile per i razzi Grad, e l’artiglieria pesante delle brigate di Gheddafi. Sono razzi che vengono lanciati da lontano in modo indiscriminato e possono colpire chiunque. La gente dice che l’obiettivo principale di Gheddafi ora è quello di vendicarsi dopo aver perso Misurata e di terrorizzare la popolazione civile. Preoccupano anche i lanci da dentro Misurata di missili che finora hanno fatto diversi vittime tra morti e feriti. Vengono usati da alcuni collaboratori del regime. Tre di loro sono stati catturati giovedì 28 aprile dagli insorti. Ma ce ne sono altri che stanno riuscendo ancora a immischiarsi in mezzo ai ribelli e a colpire a tradimento.

Quello della quinta colonna a Misurata è il problema più serio che i ribelli devono risolvere al più presto. Ma in un paese come la Libia, dove ha regnato un colonnello come Gheddafi per decenni, c’è il rischio di impiegare parecchio tempo prima di venire a capo di tutti gli infiltrati.

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