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Siria, il puzzle dei Jihadisti

Un amico siriano, che vive in esilio in Austria da decenni, mi ha chiamato di recente per chiedermi di aiutarlo a diffondere un messaggio importante nei paesi del Maghreb e in particolar modo, in Tunisia. L’amico, che qui chiameremo Abdallah, è originario della città di Deir-Ezzour, nel nord-est della Siria ed è in stretto contatto con gli ufficiali dell’esercito libero siriano e con i gruppi armati dell’opposizione presenti in quella provincia. Un video pubblicato in questi giorni su you tube (https://www.youtube.com/watch?v=aINk84-ozak&feature=player_embedded) mostra alcuni giovani di origini maghrebini, che combattevano al fianco dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, mentre venivano catturati poi giustiziati dai ribelli di Sharquiya, nella provincia est di Deir Ezzour. L’appello di Abdallah è quello...

Siria, il puzzle dei Jihadisti
posted on: Mag 23, 2014 | author: Salah Methnani

Siria, Il cimitero dei giornalisti

Aprile 2012 Il Presidente siriano Bashar Al Assad sembra aver imparato parecchio dalle così dette rivoluzioni della primavera araba, scoppiate in Tunisia, Egitto, Libia e Yemen. Dopo la fuga dell’ex Presidente tunisino Ben Alì e le dimissioni del Faraone d’Egitto Hosni Mubarak il regime siriano ha capito, che per poter rimanere in sella, bisognava impedire ai media di raccontare quello che accade realmente all’interno del paese. La massiccia militarizzazione dell’intero paese per soffocare alla nascita le prime manifestazioni di protesta a Deraa, nel sud del paese, doveva rimanere un affare interno. Nessuna telecamera straniera poteva accedere in Siria per riprendere i bombardamenti, i raid aerei e gli arresti di massa da parte delle forze di sicurezza, impegnate a...

Siria, Il cimitero dei giornalisti
posted on: Mag 10, 2014 | author: Salah Methnani

Siria, Confini chiusi ai giornalisti

Aprile 2012 13 mesi dopo l’inizio della rivolta popolare in Siria il regime di Bashar Al Assad continua a tenere i confini del paese chiusi di fronte alle tante richieste di giornalisti occidentali e non che vogliono recarsi nel paese Mediorientale. Le precedenti così dette rivoluzioni che hanno scosso paesi come Tunisia, Egitto e Libia hanno servito da lezione. Le telecamere dei media sono diventate più pericolose di qualsiasi altro tipo di armamento per i regimi dittatoriali. Alcuni colleghi come il francese Remy Oshlik, la statunitense Marie Colvin o altri ancora, che hanno osato sfidare l’embargo mediatico, e che ora riposano in pace, ne hanno pagato le conseguenze con la propria vita. I colleghi caduti sul campo e...

Siria, Confini chiusi ai giornalisti
posted on: Mag 10, 2014 | author: Salah Methnani